Istruzioni per l'uso

Istruzioni per l'uso: ormai l'avrete capito, questo è un blog un po' fuori dal comune. L'intento è quello di divertirci con voi; come? Abbinando post scritti a 4 mani (ma la cosa carina è che non ci mettiamo d'accordo; una scrive quel che vuole, l'altra "risponde") a ricette prese dal web. Inserire piatti preparati da noi sarebbe troppo laborioso soprattutto perché entrambe vogliamo portare avanti anche i nostri blog personali. Per la stessa ragione non potremo venire a commentare da voi (per quello useremo ognuna il proprio blog "serio"), lo faremo qui, rispondendo a tutte, sempre e con doppia risposta. Se vorrete partecipare a dare un'anima in più a questo spazio, mandateci il link di una delle vostre ricette e poi... preparatevi perché ve le "faremo a pezzi". I post avranno cadenza settimanale ma crediamo potrà essere interessante seguire i vari botta-e-risposta nei commenti.
Infine: preparatevi perché avrete delle sorprese ed un blog tutto cliccabile!!!


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sabato 31 dicembre 2011

Una bella manciata di....



....Shhhhhhh.....
Ahhhh, finalmente sono sola in casa.....
Dove diavolo ha nascosto i biscotti di Natale???? Se li sarà già mangiati tutti, figurati, mai una volta che ne offra a qualcuno...
Che poi c'è 'sto suo atteggiamento di indifferenza più totale che inizia a darmi sui nervi...
Che si che sono una signora...signorina a dire il vero...non sono mai stata particolarmente fortunata in amore...brutte cose, non voglio intristirvi.
Fa sempre finta di non vedermi, come se non esistessi e non è bello...insomma, no?
...
Ahhhh, trovati! E me li mangio tutti alla  facciazza sua....tanto poi, dà sempre la colpa alla povera Signorina Tinny...santa donna, meno male che c'è lei che mi apprezza e considera....
SCRUNCCCCHHHH....minchiuzza che buoni però...sarà quel che sarà, ma fa dei dolci che son divini...spetta un pò che forse c'è  ancora del torrone...è un pò troppo morbido per i miei gusti, ma me lo mangio lo stesso, se se....
Ora vi lascio, mi chiudo nella mia cameretta e mi mangio tutte 'ste cosine buone.
Tanti auguri di un buon anno nuovo, spero di continuare a lavorare qui....mah?
...
...

Tinny??? Dove ti sei cacciata, 'nnaggia a ttìa?
Accidenti, si lamenta sempre perché secondo lei starei troppo chiusa in cucina e poi, non appena volto lo sguardo... ecco lì che mi fa fuori tutti i biscottini che ho preparato pazientemente per offrirli agli ospiti di passaggio. Lo sa che sotto le feste questa casa è un porto di mare, no? Bisognerà pure che chi viene a trovarci riceva la giusta ospitalità e non se ne vada a mani vuote! Eppure lei, ostinata come un mulo, quatta quatta, poco alla volta mi mangiucchia tutto. Una cosa che mi manda in bestia. Ma se c'è una cosa che mi fa imbufalire ancor di più - e, credetemi, le ho visto i segni del misfatto sotto forma di briciole che le infiorettavano il maglioncino - è che continua a dare la colpa a questa fantomatica signorina Rosario...
Spero almeno che l'anno nuovo le porti un po' di buonsenso, cosa che nel vecchio le ha fatto parecchio difetto.
Spero anche che nel nuovo anno - non sono così "bestia" come mi vuol far passare - possa vivere serenamente e portare a termine tutti i suoi progetti; spero che non abbia motivi di sofferenza e, nel caso, abbia buoni amici che le offrano una spalla su cui piangere; spero che sia circondata di tenerezze, cosa di cui abbiamo tutti bisogno... insomma, tutto quello che mi auguro anche per voi!
Buon 2012!!!       

           
                               Appuntamento a lunedì 9 gennaio !!!                                                                         

lunedì 26 dicembre 2011

La cura dell'uva


l'immagine è stata presa qui

... ed eccoci, come ogni lunedì, al nostro consueto appuntamento settimanale.
Un lunedì di festa, quello di oggi; così anche noi, prese da un'insano momento "buonistico", abbiamo pensato di farvi un regalino. Oggi nessun post delirante scritto con le nostre 4 manine bensì un racconto ironico/umoristico scritto da Achille Campanile, tratto dal libro "Asparagi e immortalità dell'anima" ed intitolato "La cura dell'uva".
Scommettiamo che qualcuna di voi, reduce da grandi mangiate, non tarderà a far tesoro dei consigli dietologici in esso contenuti... 

La cura dell'uva 

Voi adesso vorrete sapere se io faccio la cura dell'uva, come la faccio, quando la faccio e se non la faccio che cura fo. Ebbene, sì, la faccio. E con questo? Faccio anche la cura dei fichi, se volete saperlo. Io bado molto alla salute e non c'è cura che mi lasci sfuggire.
D'inverno fo la cura dei datteri, delle mele, dei fichi secchi, noci, arance. A primavera faccio la cura delle fragole; poi quella delle ciliegie, che anche mi fa molto bene. D'estate mi curo con le pesche, le albicocche, le susine. Faccio anche la cura dell'anguria, o cocomero e ne risento notevoli benefici. Un mio amico, salutista accanito, la praticava in un modo eccessivo: mangiava tre o quattro angurie la mattina appena alzato.
Ma anche nelle cure non bisogna esagerare. Gli fecero male, anche perché le mangiava senza sbucciarle, e proprio a quell'epoca prevaleva la tendenza medica che consiglia di sbucciare la frutta. Nel quinquennio successivo, in cui prevalse la tendenza medica opposta, gli avrebbero fatto molto bene. Ora pare che la buccia della frutta in genere torni ad essere considerata dai medici dannosa all'organismo. Per mangiarla bisognerà aspettare l'anno venturo, durante il quale certamente i medici sentenzieranno che mangiare la frutta senza sbucciarla è quanto di più salutare sia dato immaginare.
Un'altra buona cura è quella dei fichi col prosciutto. Anche il melone col prosciutto fa bene. So che il medico me l'ha ordinato e ne ho tratto beneficio. Per di più è una di quelle poche cure che faccio senza ripugnanza e la preferisco ad altri sistemi terapeutici. Volete paragonare un'iniezione ad un piatto di melone e prosciutto?
Il melone col prosciutto sembra sia particolarmente indicato per le malattie nervose. Conosco un tale, nervoso all'eccesso, che, quando nella stagione estiva non trova a tavola il melone col prosciutto, da in escandescenze e appena lo vede si calma per incanto. Gli passa la crisi. La sola vista del melone col prosciutto ha su di lui un'azione sedativa.
Una volta visitai un ospedale dove tutti gli ammalati erano curati esclusivamente con melone e prosciutto. La mattina, all'ora della visita, i medici, accompagnati dalle infermiere con le tabelle cliniche, facevano il giro dei padiglioni e davanti ad ogni letto prescrivevano, secondo la gravità dei mali: melone mezzo chilo, prosciutto un etto; tre etti di melone in ghiaccio e quattro fette di prosciutto di montagna vecchio, ecc. In sostanza i meloni venivano considerati come delle grosse pillole. Dietro al gruppo dei sanitari in camici bianchi, si vedeva silenziosamente avanzare su ruote gommate, lungo le corsie, uno di quei carrelli di ristorante con sopra grossi salami, alzate di frutta, prosciutti interi. Gli ammalati, supini nei candidi letti, solo alla vista dei "medicinali" si rianimavano.
Poiché m'è capitato di accennare al prosciutto e non so quando la mia buona stella mi concederà di parlarne un'altra volta, ne profitto per fare alcune osservazioni su quest'ottimo salume che io tanto amo crudo quanto trascuro cotto. M'è avvenuto talvolta di sentir lamentare a tavola, specie da qualche padrona di casa davanti ai suoi ospiti, che il prosciutto fosse "tagliato male", cioè a fette non abbastanza sottili. In questi casi non l'ho confessato, ma segretamente mi sono compiaciuto che fosse tagliato male. Sarò un cinico, ma non me la sento di dire una cosa per un'altra. Crudo, stagionato, con pochissimo grasso ed in fette un po' spesse, così va mangiato il prosciutto da chi sa intenderne la poesia (beninteso, accompagnato con un vinello leggero). E se non temessi d'offendere i sentimenti d'una forse numerosa falange di persone dal gusto rovinato, non esiterei a dire: abbasso il prosciutto cotto! Ma di questo e d'altre questioni affini mi riprometto di trattare con la necessaria larghezza in un'opera che intendo scrivere sul prosciutto, quando non avrò altro da fare.
Per tornare al tema, lasciatemi dire che il melone col prosciutto, i fichi col medesimo, il formaggio con le pere, appartengono a quei grandi binomi internazionali, di fronte ai quali tutti ci inchiniamo, senza tentare d'indagarne il mistero. Perché il melone col prosciutto e non col manzo lesso? Perché il formaggio con le pere e non, putacaso, con le fragole?
Di questi famosi e misteriosi accoppiamenti, altri esempi minori, ma non per questo meno notevoli, sono l'insalata con le uova sode, i carciofi con la coratella (quest'ultimo, tuttavia, limitato alla zona di Roma e provincia), la polenta con gli uccelli, ecc.
Io mi domando chi sarà stato l'inventore, ad esempio, dei fichi col prosciutto. Come gli sarà venuto in mente questo geniale accoppiamento. Chissà quante prove avrà fatto prima di giungere alla combinazione che doveva avere tanta fortuna. Perché in apparenza non c'è alcun nesso tra i fichi e il prosciutto. Ma la loro unione, bisogna riconoscerlo, è delle più felici...
L'inventore avrà fatto lunghi esperimenti. Avrà provato a combinare i fichi con le bistecche, e, dopo aver assaggiato, avrà detto scoraggiato, scotendo il capo: "Non ci siamo ancora". Più volte sarà stato tentato di mandare al diavolo le faticose ricerche, ma la buona compagna della sua vita l'avrà esortato a perseverare, ad aver fede nel successo. E lui, allora, animato da novella energia, avrà provato a combinare i fichi con gli spaghetti. Nuovo insuccesso, nuovo scoraggiamento. Oppure coi latticini. O il prosciutto con le susine, o con le banane, o con le mele. Avrà passato notti insonni, la famiglia avrà camminato in punta di piedi per non disturbarlo. Sarà stato d'umor nero per settimane. E finalmente, là! la rivelazione: i fichi col prosciutto! Fu un trionfo. La fortuna assicurata.
La cosa è anche più notevole se si pensa che, cronologicamente, i fichi sono nati molto tempo prima del prosciutto. Per secoli e secoli essi non ebbero con chi accoppiarsi. Per millenni rimasero soli. Oppure può darsi che l'importante scoperta, come molte scoperte, sia dovuta al caso. Un giorno forse uno scienziato stava mangiando pane e prosciutto sotto un albero di fichi e gli sarà cascato un fico in bocca. Newton, quando stava sotto un albero e gli cadde una mela sulla testa, scoperse la legge della gravitazione universale; lui avrà scoperto una cosa almeno altrettanto utile all'umanità: i fichi col prosciutto.
A proposito di Newton, a qualcuno può sembrare strano che una così grande scoperta sia legata alla caduta di una mela. Invece è la cosa più naturale di questo mondo. Il famoso fisico stava sotto un albero, quando gli cadde la mela sul capo. Non avendo altro da pensare, cominciò a pensare a questa storia della mela caduta (si sa infatti che i grandi pensatori sono quelli che non hanno pensieri, altrimenti avrebbero altro a cui pensare). Dunque si mise a pensare: come mai la mela cade in giù invece che in su?
(Certo, per fare queste grandi scoperte, oltre che gran geni bisogna essere anche un po' scemi. Come può venire in mente a qualcuno che una cosa possa cadere in su?). Così, a furia di pensare che le cose che cadono hanno la curiosa abitudine di cadere sempre dall'alto in basso e che mai, guarda caso, se n'è vista una che cadesse dal basso in alto, il famoso scienziato, che è, che non è, arrivò a scoprire la legge dell'attrazione universale. Difatti, pensò, se una mela fosse attirata in su, cadrebbe in su, invece che in giù. Bella scoperta, direte. Eppure, prima di lui, nessuno ci aveva fatto caso. E sì che mele dovevano esserne cadute miliardi di miliardi. E chissà quante altre grandi scoperte si potrebbero fare se facessimo caso a tutte le altre cose ovvie che succedono intorno a noi e di cui, forse, nemmeno ci accorgiamo, o su cui non riflettiamo abbastanza.
Sempre a proposito del grande fisico, mi domando se avrebbe ugualmente scoperto la legge della gravitazione universale, ove, invece che sotto un albero di mele, si fosse trovato sotto un albero di cocco.

Qui finisce il racconto.
Noi abbiamo la speranza che vi sia piaciuto o almeno non vi abbia annoiato troppo e con ciò... vi lasciamo con i nostri migliori auguri di Buone Feste!
                                                                            Tinny e Fausta

lunedì 19 dicembre 2011

Il censimento...


" Quale particolare della frase, lo compili tu il censimento, ti è sfuggitaaa??" urlo dall'ingresso sventolando la lettera di sanzione.
Lei seduta, tanto per cambiare, al tavolo della cucina, masticando il quindicesimo dolcino a base di ricotta, scuote la testa.
"Non me lo hai mai detto!" farfuglia con la bocca piena.
Alza la tazzina e, mimando un brindisi nei miei confronti, ingurgita il liquido nero.
"Ma mi prendi per il "cubo"?? Lo so che il tuo cervello è sovraccarico dagli zuccheri, ma mi avevi detto che lo avresti compilato tu!"
"Ma chissenefrega del censimento scusa? Perché credi che chi lo compila dirà la verità? Se in un appartamento, un bilocale ci vivono in 8 uno sopra l'altro, pensi che ce lo scrivano?!"
La guardo ammutolita.
Lei si alza, lava la tazzina, si asciuga le mani...apre il frigo e si mangia un'altra ricottina.
"Ti scrivono che lo devi compilare non prima del 9 di ottobre!" sventolando il dito indice "No, no, attenzione, non prima del 9 di ottobre perché, nel frattempo, da quando ci è arrivata la busta  magari la casa è cresciuta, si è allargata, no? In qualche mesetto hai fatto due bambini, ospitato una tribù somala e tieni anche qualche animale da cortile così hai il latte e le uova fresche tutte le mattine, nooo???!"
"Sono duemila euro di multa, sta per arrivare uno dal Comune....Dov'è Rosario??"
"Chi?"
La guardo allibita "Come chi? Rosario! Dille di preparare del caffè e tira fuori tutti i dolcini che tieni nascosti!"
"Ma chi cacchio è Rosario! Non credo tu stia bene...cucini sempre quella sciatta pastina in brodo, credi di far parte di un team scientifico, ti sei creata una segretaria tuttofare anche un po' domestica che non ho e sottolineo, non ho mai visto!" esclama con voce stridula.
"Anche la multa è immaginaria??" sbattendo la lettera sul tavolo.
Lei la guarda, fa spallucce. "No, questa no, ma è immaginaria la tua richiesta...dovevi compilarlo tu."
Suonano il campanello.
"Opporca...tira subito fuori quegli stramaledetti dolcini o giuro che ti spiaccico la faccia in quel tentativo mal riuscito pieno di buchi che chiami creme caramel  e dammi una mano! Rosariooo!!! Smettila di leggere quelle stupide riviste di gossip e di cuore solitari che tanto un fidanzato non lo trovi e vieni subito qui!!!" urlo strozzandomi quasi.
Lei sospira, si alza e va ad aprire...

Dunque è il mio turno e vi racconto come è andata VERAMENTE.
Quella schizzata di Tinny (dice sempre che si strozza; ma che lo faccia una buona volta!), rimanga tra noi, si dev'essere bevuta l'ultimo frammento del cervello che aveva ed ora brancola nelle nebbie prendendosela soprattutto con la sottoscritta che ha, come unica colpa, quella di essere golosa di dolci. Anche la fantomatica Rosario è entrata a far parte della compagnia delle "sfigate", finora composta solo da me. Ben venga almeno siamo in due. Anche se, mi piacerebbe proprio sapere, da dove esce 'sta benedetta ROSARIO? Ma chi l'ha mai  vista???
Ebbene, ormai l'avrete capito, la Tinny sta sclerando. Inventa cose e presenze in un vortice d'immaginazione che mi farebbe quasi ridere, se in mezzo a quel vortice non ci fossi io. 
Ora - la sfacciata - vorrebbe persino che placassi le ire del messo comunale che viene a notificarci la multa per omesso censimento (ma si può? Saremo le uniche, in Italia, ad aver preso una multa del genere!) sacrificando qualcuno dei miei amati dolcini. Figurarsi un po' se lo faccio!
A dirla tutta io il censimento l'avevo compilato, prova ne sono le macchie di crème-caramel che chiazzano il modulo (uhmmm, se solo ci penso, un crème-caramel di una perfezione assoluta...), peccato che LEI si sia DIMENTICATA di imbucarlo.
E sì, care mie - dallo a me -, mi ha detto - tanto vado al lavoro, passare al Comune è un attimo -...
forse, e dico forse, la mia unica pecca è stata quella di non aver prestato abbastanza attenzione al resto della frase, che solo ora mi torna alla coscienza: - caso mai, se non riesco io, mando Rosario -
Rosario??? Aiuto!!!

Ecco i dolcetti che avrebbero dovuto ammansire il messo comunale.
Se volete sapere com'è andata a finire è bastato che Tinny sfoderasse uno dei suoi superbi sorrisi a 322 denti (storti) e dicesse con voce soave, ma dimessa - Abbia pazienza, sa, due donne sole, non ci vediamo tanto bene ed abbiamo letto male la data di consegna e quella Rosario, non capisce un'acca d'italiano...
Fausta

taRtufini al cocco

Ricetta ed immagine sono state prese QUI

Tartufi ricotta e cocco

Avete voglia di dolcetti istantanei e golosi? Provate i nostri tartufi cocco e ricotta, sono buoni, sani e facilissimi da fare in casa, dovrete avere solo la pazienza di aspettare che rassodino in frigorifero per una mezz’oretta.

Ingredienti:
50 grammi di zucchero
100 grammi di cocco rapé
100 grammi di ricotta

Esecuzione:
Prendete una ciotolina e mettete la ricotta, lavoratela con la forchetta e poi mettete lo zucchero e mescolate bene fino ad avere una crema omogenea.

Formate delle palline grandi quanto una noce e poi passatele nel cocco grattugiato. Mettete queste palline su un piatto e fatele riposare in frigorifero per 30 minuti.

Mettete le palline sui pirrottini di carta e serviteli.

Nostre varianti.
Aggiungete del cocco alla ricotta poi formare le palline che rotolerete ancora nel cocco.
Per una versione "nera" aggiungete all'impasto di cocco-ricotta cacao amaro a piacere e rotolate le palline nel cacao.

lunedì 12 dicembre 2011

Oppporccc...



OPPPORCCC...  guarda un po' qua?"
Ecco,  Tinny è davvero una brava ragazza, tutta acqua e sapone. E' "nature". E’ istintiva. E' trasparente, non si nasconde. Insomma e' così come la vedete: pelame fulvo e lucido, musetto dolce, uno sguardo tenero ed implorante che va dritto al cuore. Di lei si potrebbe dire: le manca solo la parola.
No, per la verità la parola ce l'ha.
Una.
Una sola: "OPPPORCCC...".
Ho cercato più e più volte, con tutta la pazienza di cui sono capace, di toglierle l'insana abitudine e di impartirle un'educazione più consona al suo pedigree, ma ho fallito miseramente; non posso far altro che tenermela com'è e, quando pronuncia la fatidica parola, chiederle sconsolata una spiegazione.
SI’, qui, proprio QUI!” continua a ripetere sventolando la rivista che ha in mano.
Si ferma un attimo e riesco a scorgere il titolo della rivista in questione. Si tratta di un mensile di cucina, tra i più quotati ed affermati almeno nel mercato italiano: Acqua in bocca. Vabbè che è una pseudo rivista salutistica che tratta di diete ed abitudini alimentari, ma che ricette potrà mai contenere, con un titolo così, per me rimane un mistero.

"Ok, ciccia, calmati e spiega!"

"Ecco, sì, ero in edicola che sfogliavo distrattamente qualche pubblicazione riflettendo se comprare o no - di solito, quando “sfoglia distrattamente” vuol dire che legge a scrocco. Ha una memoria fotografica, la signorina; legge, immagazzina e riproduce a casa SENZA aver comprato alcunché – quando mi cade l’occhio sul servizio che è qui, in una delle ultime pagine, nella rubrica dedicata al web. Per una volta tanto compro e corro qua. Ecco! Ci hanno copiato, CI HANNO COPIATOOO!"
Apre forsennatamente alla pagina incriminata e dice: "ECCO, guarda qui; logo, colori, persino i caratteri di stampa del nostro nuovo blog… tutto, tutto copiato, tranne il titolo “Panchina in bronzo e chiocciole”. STI BASTARDS, neanche una piccola citazione per noi, chi siamo, cosa facciamo, cosa vogliamo…"

“Seee, vabbé, chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, tutte domande metafisiche con cui si sono cimentati i più grandi Filosofi della Storia senza trovare risposta…” la butto sul ridere “Da qua!”
"ECCO, ECCO!" Indica la pagina.
Leggo, allibita.
"Tinnyyyyyy, ma queste siamo noi!!! Pastina in brodo e chiacchiere. Tinny OPPPORCCC, ti vuoi comprare 'sti czz di OCCHIALI???"


"OPPPORCCC!!! Ma dai, che c'hai ragione!! No, non sugli occhiali, ci vedo quel tanto che ritengo necessario...avevo gli occhi lucidi per il vento.....Ma allora, ormai siamo delle superfoodblogger, ne? E poi, scusami, ma siamo proprio su una signora rivista, la Cialtrini Editori è una delle più rinomate, non è la stessa che si occupa anche di pubblicazioni medico-scientifiche..."Lavarsi i denti fa male", "Più fumi più ossigeni il cervello"??? Questi sono dei professionisti!...Da non credere. Mettono delle rubriche estremamente serie...il mese scorso hanno pubblicato uno studio dell'Università di Minchiaters dove dicono che bere molta acqua fa male perchè ti fa marcire  le cellule e ti fa venire i reumatismi per l'aumento interno di umidità...cazzarola Faustidda, è un vero onore!" esclamo tutta orgogliosa sventolando la rivista.
"Potremmo incorniciare l'articolo e regalarlo a Natale alle nostre famiglie, sarebbe carino, no?"propone Fausta con gli occhi scntillanti.
"Eh, magari così eviti di sommergerli tutti di quei 12 kg di biscotti!".
Apro la rivista e lisciando le pagine centrali che ci ospitano, inizio a leggere a voce alta.
"Da oggi la nostra rivista inaugura una nuova rubrica: Blog da imitare...wauww! C'è persino una classifica...siamo al primo posto Faustidda!"esclamo stringendo i pugni per l'emozione.
Lei mi prende la rivista di mano e, dopo pochi secondi, si rabbuia.
"Tinny?...Veramente la rubrica si intitola Blog da EVITARE..."
OPPPORCCC...


Filetto di maiale con paté di olive e olio evo al basilico.



Ricetta ed immagine sono state prese QUI

Ingredienti per3 persone
Un filetto di maiale di circa 400 - 500 grammi
paté di olive (un cucchiaino ogni medaglione)
alcune foglie di basilico fresco
Olio extra vergine di oliva (EVO)
sale e a piacere pepe

Rifilare il filetto eliminando l'eventuale grasso in eccesso; lavare e tritare le foglie di basilico possibilmente non usando coltello in metallo, io uso quello in ceramica, quindi metterlo in infusione in un bicchiere d'olio extra vergine di oliva. Tagliare il filetto di maiale a medaglioni alti circa 2 cm. Far scaldare su fiamma bella fifa la bistecchiera quindi cuocerci i medaglioni di maiale un paio di minuti per parte (anche meno dipende  dallo spessore delle fette che avete tagliato)  in modi che da ogni lato si formi una bella crosticina croccante.

Levare i medaglioni dalla piastra e sistemarli al centro del piatto, versarci un po' di emulsione olio basilico e sistemare sopra ogni fetta un cucchiaino di paté di olive taggiasche.

lunedì 5 dicembre 2011

Terza collaborazione...



Oh, sempre più felice, il Team Scientifico, è lieto di comunicarvi la terza collaborazione!
Siamo stati contattati dall'Azienda PotrebbeSciogliersiTutto, leader di mercato nel mondo dei detergenti per la casa, spugnette, abrasivi, spray sgrassatori. Ci hanno omaggiato del pacco SemaiProvaASciacquartiMoltoBeneLeManiEGliOcchi, che contiene: un flacone da 200 ml di detersivo per i piatti all'acido nitrico, una spugnetta abrasiva usata sull'Apollo 13, uno spray sgrassatore al Napalm, un delizioso paio di guantoni  rosa di misura media, dei deliziosissimi occhialini trasparenti, forse un po' troppo grandi ed una carinissima mascherina antigas...francamente non capisco tutte queste misure di sicurezza. Li voglio troppo provare subito...ho giusto qua la bistecchiera da pulire che ha usato la Fausta e l'ha lasciata li piena di grasso, è ancora calda, dovrebbe venir bene, son curiosa...oh, lo spray sgrassatore al Napalm vien proprio bene, dai...
Girare il pirillo sull'On...un bello spruzzo...SGUISSS...
PTIUSCCCCCCHHHH!!!!!!
...
...
...
...        

Ecco, molto bene, ora siamo en plain air.
Abbiamo finalmente la possibilità di praticare quella che si suole definire "cucina all'aperto".
Una goduria.
Il sogno di molti.
Se non fosse che noi non siamo in un campeggio...
Attraverso quel pittoresco squarcio sul soffitto della cucina possiamo godere di una vista invidiabile: cielo terso, sole splendente. Mettiamola così: almeno non piove.
Ma io dico, benedetta donna, sai che apprezzo molto il tuo estro artistico e la freschezza e l'energia che impieghi nello scoprire e provare le novità, però MI SEMBRAVA di essere stata abbastanza chiara, l'ultima volta; MI SEMBRAVA di averti detto di non affidarti impulsivamente al tuo intuito; magari un po' di cervello, a volte, può venir buono.
Certo che per fare un bel danno così vorrei proprio sapere cosa ti sei studiata questa volta. Dai qua, fammi un po' vedere 'sti flaconi. Acci... non è che si legga tanto bene, questa etichetta... prendo gli occhiali.
Letto... guardo Tinny... e le faccio inforcare gli occhiali a viva forza, incurante delle sue proteste Dai, ci vedo benissimo! Non ho bisogno degli occhiali, io! Ti ho detto che ci vedo benissimo, benissimo, ben...
Il tuo detersivo "per i piatti" è, in realtà, un detersivo "per impianti", chimici, naturalmente. Anche qualche campanellino d'allarme ti poteva scattare sapendo che la spugnetta abrasiva era del tipo utilizzato per l'Apollo 13! Pensare che c'è scritto ben chiaro ed anche sottolineato: Solo ad uso industriale! Non utilizzare assolutamente in spazi chiusi! Non inalare! Usare a piccole dosi! 
Ma già, tu non hai bisogno degli occhiali! Neh?



Vi lasciamo con qualcosa di altrettanto altamente esplosivo... un ottimo punch al rum


punch


Ricetta ed immagine sono state prese QUI

Il punch è una bevanda alcolica molto popolare soprattutto nei paesi anglosassoni, ed infatti la sua origine è proprio da attribuire ai colonizzatori inglesi, che scoprirono questa speciale bevanda sulle colonie indiane. Esistono molte varianti del punch, ma la più conosciuta è quella classica con l’utilizzo di arance, limoni e rum, che andremo a presentarvi qui di seguito. Il suo nome deriverebbe da una parola che vuol dire cinque, come cinque erano gli ingredienti principali nei secoli scorsi (erbe aromatiche, arancia o limone, zucchero, acqua e alcol).

Ingredienti:
2 etti e mezzo di zucchero
1 arancia
1 scorza di limone
50 cl di Rum

Esecuzione:

Dobbiamo fare sciogliere tutto lo zucchero in una casseruola posta sul fuoco, insieme ad un litro d’acqua. Togliamo la casseruola solamente quando sopra al liquido verrà a formarsi una sorta di crosticina.
Andiamo ad aggiungere la scorza del limone o dell’arancia insieme al Rum che deve essere di buona qualità, e rimettiamo il tutto sul fuoco a bollire per qualche secondo.
E’ fondamentale servire il punch molto caldo in bicchieri abbastanza larghi.


lunedì 28 novembre 2011

Fidelity card


Non riesco a capire.
E' da qualche giorno che riceviamo telefonate strane.
Sospiri, qualche rantolo, risatine o silenzi prolungati.
All'inizio non ci si fa caso, no? Pensi ad uno sbaglio, poi ad uno scherzo,...poi bastaunpò, però, no??
Vi confesso che sono preoccupata, infastidita.
Chiedo a Fausta che, come sempre, non sa nulla...se rispondesse al telefono qualche volta, magari...
Comunque credo che, la tattica migliore, sia aspettare un po' per vedere come evolvono le cose.
E così faccio.
Rosario svolge le sue normali mansioni di segreteria, quando si ricorda, ed esce ad imbucare ed a ritirare la posta.
"Ma Fausta? Tutte quelle buste rosse da dove arrivano?...No, non sono le tue lettere di San Valentino, dai, è novembre! Hai chiesto a Rosario?...Come chi è Rosario, vivi anche tu in questa casa o no? Santa maria, io non ce la faccio più a starvi dietro, mi sembra di stare in un incubo!" prendo una busta e strabuzzo gli occhi.
"Ma non è possibile...sono tutti articoli in offerta del Sexy Shop in fondo alla strada, pubblicità... ma che diavolo è???"
Lei spunta, tanto per cambiare, masticando un dolcetto. Sta tutto il giorno chiusa in quella cucina a provare, sperimentare, chissà cosa poi, non mi fa mai guardare.
Prende in mano una lettere e sghignazza "C'è pure il catalogo con i prezzi! Tu con questa tutina in latex alla fragola  staresti una favola!"
La guardo "Mi basterebbe solo il frustino, guarda!"
Leggo: "Il Sexy Shop "Chi l'ha duro la vince" è lieto di comunicarvi l'iscrizione al club privè. La vostra tessera socio num 1776969177, vi permetterà di usufruire delle nostre offerte e di visionare in anteprima i nuovi articoli in arrivo. Con la speciale Fidelity Card, potrete godere appieno del nostro Club Privè, con sensuali incontri nella massima discrezioneeeee???"
Sono allibita. Ma che storia è questa?
"Ma sono tutte indirizzate a noi!" esclamo aprendole una dopo l'altra.
"Sono dei ringraziamenti...per il loro 17esimo anniversario di attività...ci ringraziano...per il prezioso aiuto??!" gracchio "Cosa significa?? Cosa hai fatto?? Per cosa ci ringraziano??!!"
Fausta fa spallucce "La scorsa settimana ho conosciuto il titolare, abbiamo chiacchierato un po', ha voluto sapere proprio tutto di noi, sai?...mi è sembrata una persona così a modo e poi ha dei tatuaggi meravigliosi! Gli ho detto che adoro fare i dolci e così mi ha chiesto se potevo aiutarlo.Ho preparato una torta, un piccolo rinfresco...niente di che, in realtà" mi risponde gongolando.
Spalanco la bocca come un'ebete.
"...Ma cosa stai dicendo??" balbetto.
Lei guarda l'orologio.
"Anzi, guarda, conviene che ti vai a vestire perché dobbiamo andare al locale ed iniziare a preparare il rinfresco perché il party inizia alle 22.00 e voglio che tutto sia perfetto, chiaro? Dobbiamo iniziare a servire i cocktail subito dopo l'esibizione delle Drag Queen, fanno uno spettacolo splendido, l'ho visto, sai? Come facciano a ballare su quei tacchi! Sono bravissime!"
"Bravissimi, Fausta, bravissimi, sono uomini!" la correggo con un filo di voce.
Lei cinguetta :"Ma dai! Effettivamente mi sembravano un po' troppo alte...alti...vabbè! Vatti a vestire e truccati un po', sei così sciacquetta in questi giorni, non lo troverai mai un fidanzato, su!".
Salgo le scale col cuore stretto, entro nella mia camera e mi siedo sul letto priva di forze.
Sospiro.
"Miss Tinny?" Rosario dalla porta mi guarda "Miss Faustidda ha esagerato questa volta..."
Io la guardo in silenzio.
Però, quanto sarà alta la signorina Rosario?...
E che numero di scarpe porterà?...
Chiudo gli occhi, mi sta venendo la nausea....
Ci penserò domani, ne??



Domani un corno!
Entro nella stanza di Tinny (quasi) come una furia.
Ma come, io mi do tanto da fare a preparare questo e quello, ad intessere rapporti al di fuori della nostra stretta cerchia di amicizie, a cercare di farla svagare un po' - povera ragazza, sempre chiusa in casa. Lo credo bene che poi ha le visioni e si crea amicizie immaginarie!!!-  e lei si stravacca sul letto, con un'espressione da ebete stampata sulle labbra farfugliando un "ci penserò domani, neh??" che è tutto un programma?
Ora ti alzi da quel letto e mi passi davanti, altroché!
Se non fosse per quelle briciolette che fanno bella mostra di sé sul mio maglioncino nuovo (in lurex, rosso fiammante, scollatura un po' osé, indossato, per l'occasione, con hot pants neri e stivaloni a mezza coscia -chi è che ha detto: "Manca solo il frustino???"-) sarei quasi credibile...
Fortuna che Tinny a queste cose bada poco, ormai mi conosce da tempo e sa che i dolci sono la mia passione, d'altra parte l'occasione è ghiotta (e mai termine fu usato più a proposito di così) e non posso rischiare di fallire; prima di proporre il mio dolcino, appositamente preparato per la soirée, dovevo assaggiare, punto e basta...
Tinny si lascia finalmente convincere e comincia a prepararsi mentre io ridiscendo in cucina per gli ultimi ritocchi. Un po' di glassa qui, un po' di finitura là... che perfezione.
Finisco proprio mentre Tinny, finalmente agghindata e truccata a dovere, fa il suo ingresso in cucina per farsi ammirare... guarda la torta, un po' sbocconcellata, e mi tira un'occhiataccia da paura.
"Uffa... che rmpcgln!!! Pensavo non si notasse! Vabbé, la metterò a posto in un picosecondo, in tempo per la fest..."  
La parola mi si strozza in gola nel momento in cui la mia attenzione si sofferma un po' di più su Tinny; spalanco gli occhi e poi mi volto verso il mio dolce...
riguardo la mia amica e mi giro nuovamente verso la torta preparata per l'occasione...

Accipicchia!!! Ed io che pensavo di essere stata originale!

La Tinny e la mia torta sono... "vestite" UGUALI!!!


Torta di compleanno "Lato B"






La ricetta e le immagini sono state gentilmente offerte da Sonia del blog La Cassata celiaca. GRAZIE SONIA!!!

Ingredienti:
Per la base:
300 gr. farina
6 uova
300 gr. burro
300 gr. zucchero
lievito per dolci
Per la crema:
500 gr. mascarpone
170 gr. latte condensato
2 cucchiai crema nocciole
Per la copertura:
250 gr. panna
200 gr. cioccolato bianco
marzapane
pasta di zucchero
coloranti alimentari in polvere

Preparazione:


Mi sono divertita a fare una torta semi-osé per il compleanno di un diciasettenne timidissimo e per evitare che svenisse alla vista a causa dell'imbarazzo ho "vestito" la torta. :-)) Non indico i tempi di preparazione che non sono lunghissimi (se ci si organizza bene prima) anche perchè ho comprato, stavolta, sia il marzapane che la pasta di zucchero risparmiando un bel pò di tempo.
Il giorno prima ho preparato le basi per la torta (ho usato la stessa base della torta Nescafé perchè si presta benissimo a queste lavorazioni di "intaglio"), lavorando il burro morbido con lo zucchero, aggiungendo le uova battute poco per volta e infine farina (io ho usato 100 gr. di farina di riso, 100 gr. fecola, 100 gr. maizena) e una bustina di lievito per dolci. Ho versato il composto in due teglie, una a forma di cuore e l'altra piccola rettangolare. Ho fatto cuocere a 180° per 30 min (controllandone la cottura con uno stuzzicadenti). Ho preparato il giorno prima anche la crema al mascarpone lavorando quest'ultimo con le fruste e aggiungendo il latte condensato. Ho aromatizzato la crema con un paio di cucchiaiate di crema di nocciole (senza altri ingredienti aggiunti), ma può essere usata anche una crema di pistacchi. Ho sagomato le torte, le ho tagliate e bagnate con latte e cacao e farcite con la crema. Con i rimasugli ho creato "spessore" alle due parti del Lato B e ho ricoperto con altra crema. Ho lasciato la torta in frigo fino all'indomani. Nel frattempo ho fatto scaldare la panna e vi ho sciolto la cioccolata, ho fatto raffreddare e ho tenuto in frigo tutta la notte. L'indomani mattina ho montato la panna e ho ricoperto tutta la torta, compreso i bordi, con la panna. Ho colorato la pasta di zucchero e ho ricoperto tutta la torta. Ho colorato il marzapane di rosso e fatto il costume da bagno. Infine con le lettere ho cercato di coprire i difetti (la pasta di zucchero ha iniziato a rompersi in corso d'opera). Non ho gli attrezzi adatti e la manualità necessaria per un risultato perfetto, quindi questo povero Lato B aveva la cellulite che lo ha reso molto molto realistico :-)) Con la carta crespa ho ricoperto il vassoio. Non vi posso descrivere la faccia del festeggiato quando l'ha vista, ma vi posso dire che la torta era ottima :-)) questo mi ripaga delle ore trascorse a cercare su internet il modo di dar "forma" a questa torta. 

lunedì 21 novembre 2011

Quando il diavolo ci mette la coda



Sono in auto, in coda. Situazione forse comune per chi abita nelle grandi città italiane ma non per me, abituata ai ritmi di una piccola cittadina di provincia che i suoi guai di traffico li ha, specie quando qualche goccia d'acqua induce genitori solerti ed ansiosi a fiondarsi nei pressi delle scuole per aspettare l'uscita dei propri piccirilli con dei mega SUV (Veicolo Ultra-Spaccamaroni), ma tutto sommato contenuti.
Dunque eccomi in coda, in auto, all'uscita dell'autostrada da ormai più di un'ora, a girarmi i pollici, osservare con finto interesse la scarsa flora circostante - ma anche la fauna umana non offre granché di interessante - ed intasarmi i polmoni di monossido di carbonio.
Strada bloccata per manifestazione e corteo.
Sia chiaro, io sto con gli operai; il diritto di sciopero è sacrosanto ed inviolabile anche se col tempo, come molti altri diritti che sembravano acquisiti per sempre, corroso ed indebolito da scelte politiche sfacciate. Quello che non riesco a capire è come mai io sono ferma o tutt'al più avanzo a passi da lumaca, mentre le auto che passano nella corsia a fianco mi sfrecciano vicino allegrotte, facendosi beffe della mia "precedenza". Il diavolo, anche stavolta, ci ha messo la coda ed io ho scelto ancora la corsia sbagliata. O forse più in là, dove la strada si biforca, i furbini rientrano passando davanti ai polli diligentemente allineati in fila indiana, rallentando ancor più l'andatura??? La cosa mi farebbe imbufalire parecchio, al solo pensiero la rabbia mi monta. E poi: che bisogno c'è di superare strombazzando? Ti vuoi far notare? OK, ti ho notato, anche le mie orecchie l'hanno fatto e ringraziano della cortesia loro accordata. Il mio gesticolare volto a far comprendere la cosa al camionista di turno, che sta pigiando forsennatamente il clacson (e che clacson), riceve in tutta risposta un dito medio alzato. Vigliacco! Scendiamo e poi ti faccio vedere io... ci muoviamo, sei salvo solo per miracolo. 
Ogni essere vivente affina le sue linee di difesa.
Il camionista s'è trincerato dentro la sua corazza di lamiera, dalla cabina mi ha squadrato dall'alto in basso (non solo in senso figurato) come fossi un sorcio (paura, eh?); la vecchina che sorridendomi con candore mi passa davanti in farmacia, quasi la precedenza le spettasse di diritto per motivi anagrafici, ha scelto una linea più soft.
Ma le è andata male, il farmacista s'è liberato ed io, con un balzo felino - qui l'anagrafe è dalla mia -, l'affianco e la precedo, pronta a menar fendenti (verbali!) se solo osa aprire il becco. "Mi scusi sa, ma non l'avevo vista...", ma come? Eppure tanto piccola non sono e poi mi hai pure sorriso! La sfrontatezza, a volte non ha limiti.
Ad un banco del mercato un Gentil Signore, alla domanda "Chi c'è da servire ora?", sventola il suo mazzo di basilico sotto il naso della commerciante urlacchiando "Io ho solo questo!"
Manca poco che in tre o quattro non ci impossessiamo del suo mazzo (di basilico) per ficcarglielo a forza nelle orecchie! Pur di non far la coda quello rinuncia all'acquisto e se ne va imprecando a bassa voce. Ma si può??? Chissà poi cos'avrà raccontato alla moglie che l'ha visto tornare a mani vuote.
Beh, che dire? Sarà un'idea un po' demodé, ma a qualche regoletta di sana educazione civica sarebbe bene attenersi, per vivere insieme in modo civile.
Le code, a parte alcune rarissime eccezioni, VANNO RISPETTATE!
Tutte le code... anche quella che vedete là sotto!
Fausta

SARA' UN COMPLOTTO?

Non vorrei essere sempre quella che puntualizza, ma vorrei un attimo analizzare la situazione.
Lo farò con lucida razionalità...d'altra parte, come mi è stato, carinamente, fatto notare, sono o no l'unico membro del team scientifico?

a) Proprio perchè abituata al misero traffico di una città di provincia, siamo sicuri che la signora in questione, sia in grado di affrontare la banale viabilità di una vera città? Nonostante i tentativi per farla desistere del suo consorte, conosciuto ai più con l'epiteto "quel sant'uomo", con inutili  "Guarda cara, lasciamo stare, ci sarebbe da piantare due piantine in quella bella aiuoletta...devi finire quel bel libro..."
b) I SUV sono vitali per andare a prendere i bambini a scuola e comprare la pizzetta per la merenda, fermandosi in terza fila con le portiere aperte...se non lo capiamo...
c) Come mai proprio quel giorno, proprio a quell'ora, proprio per quel tragitto lì, passò il corteo  di operai? Alcuni testimoni affidabili riferiscono di aver visto il corteo muovere verso la macchinina della signora in questione, avvisati tramite sms.
d) Come mai le auto le sfrecciarono come lippe ai lati mentre lei proseguiva a passo di lumaca? Forse perchè il camionista accusato ingiustamente, strombazzava forsennatamente proprio per segnalare la presenza della signora in questione? E, spaventato dalle orribili espressioni di minaccia sul volto di lei, alzò il dito medio per, secondo un antico rito dei pellerossa, esorcizzare la paura ed allontanare quello spirito maligno?
e) La vecchina in farmacia era la nonna del farmacista, chiamata in soccorso proprio per evitare allo sfortunato di servire la signora in questione. La povera vecchina giace in un letto di Ortopedia dopo una doppia frattura del femore causata dal "ronsone" o spintone della signora in questione, in attesa di  intervento per l'inserimento di una protesi in titanio. Il farmacista è in Mutua per un fortissimo esaurimento nervoso causato dal trauma di veder volare l'amata nonna sul pavimento della farmacia. I testimoni raccontano di non aver mai visto una donna così trasfigurata dalla rabbia e violenza.
f) Il Gentil Signore esasperato da ore di attesa perchè la signora in questione pretendeva di pagare con quei nove chili di centesimi da 2 e 5 tutti elegantemente impacchettati in pagine di giornale, tentò di farsi aria agitando il mazzo di basilico, ma in preda ad un attacco di claustrofobia, fu costretto ad uscire in preda a delirio. I testimoni dichiarano di non aver mai visto una donna così glaciale e priva di ogni umanità.
g) L'educazione è fondamentale, il senso civico pure, ma c'è quella piccola cosa chiamata istinto di sopravvivenza che ti fa affrontare ogni genere di situazione, ti fa scendere a compromessi, ti fa compiere addirittura brutte azioni, per poter ottenere il risultato più importante:  poter tornare a casa sani e salvi.

La signorina Rosario distribuirà gratuitamente a chi ne fosse interessato, i prossimi spostamenti della signora Fausta, con orari, percorsi, lista della spesa, in modo da consentire il cambio repentino dei propri programmi.

Cordiali saluti, il team-sonosoloio scientifico.
 



Ricetta ed immagine sono state prese QUI

Coda alla vaccinara (qui in versione con i maccheroni)

Ingredienti per 4 persone:
1 kg di coda di vitello
300 gr di maccheroni
1 gambo di sedano
Una cipolla
Una carota
Una testa d’aglio
Olio extravergine d’oliva
Sale
Pepe
Prezzemolo
Un cucchiaio di cacao in polvere amaro
Un bicchiere di vino rosso
400 gr di pomodori a pezzettoni
Pinoli
Uvetta

Preparazione:
Far colorire la carne in un tegame con l’olio, un trito di cipolla, sedano, carota, aglio e prezzemolo, tagliati grossolanamente. Regolare di sale e pepe. Quando la carne sarà colorita versare il bicchiere di vino rosso e non appena sarà evaporato aggiungere i pomodori a pezzettoni. Aggiungere sempre acqua e far cuocere a fuoco dolce e con il coperchio per circa 2/3 ore. Passato questo tempo spegnere e fare raffreddare. Togliere metà dei tranci di coda, sfilacciare con le mani e tenere da parte. Frullare tutte le verdure affinchè diventi il classico sugo, aggiungere il cacao amaro, l’uvetta ammollata e i pinoli più la coda sfilacciata e rimettere sul fuoco per una decina di minuti. Cuocere la pasta e condirla con il sugo di coda e mangiare l’altra meta dei tranci di coda come secondo. Servire con un’abbondante manciata di pecorino romano stagionato.
Vino: con questo piatto io nei calici verserei un rosso Cesanese del piglio (primo vino che prenderà la docg nel Lazio)

lunedì 14 novembre 2011

Finalmente un po' di serietà



Se credete che questo sia un blog tutto frizzi e lazzi siete sulla strada sbagliata ed è proprio venuto il momento di dimostrare che anche Tinny ed io sappiamo, all'occorrenza, essere persone serie e posate.
Questo perché, diciamocela, non se ne poteva proprio più di schermaglie e prese in giro; ebbasta, IO non ne potevo più! 
L'occasione per questo post "serio" me l'ha data Tinny. So cosa state pensando: Ecco ora ricomincia e siamo puntaccapo.
Ed invece no, non è che al solo nominare Tinny vi debba per forza venire in mente la rompiscatole un po' nevrotica che avete imparato a conoscere, eh? Ha i suoi lati positivi, la ragazza. Prima di tutto è una testa fina, dico davvero. Poi si è dimostrata, in più di un'occasione, un'amica.
Ecco, per esempio, l'altro giorno mi si presenta con un cadeau. Sì, proprio un regalo, ben incartato, tutto per me. Che dire? Ero commossa fino alle lacrime e quando l'ho aperto ho stentato davvero a trattenerle. La Tinny, ben conoscendo la mia passione per l'arte dolciaria, mi aveva regalato niente meno che... un bellissimo libro di ricette dolci!
Il prezzo, naturalmente, era coperto, ma io so che le è costato un capitale. Non voglio dire che giudico i regali dal prezzo, però ecco, se so che chi mi fa un regalo ha fatto un piccolo sacrificio - e non dimentichiamo che Tinny è pur sempre una simil-genovese -, apprezzo il gesto ancor di più.
Oddìo, la Casa Editrice non deve brillare in fatto di marketing visto il titolo che hanno scelto per la pubblicazione, però vi assicuro - è da un po' che "me lo studio" sul web -, che le ricette sono davvero speciali e le foto parlano da sole. Ben 2975 pagine di puro godimento (saliamo ben oltre le 3000 se contiamo indici ed appendici) con quasi altrettante ricette illustrate e spiegate passo a passo. Il libro è diviso in sezioni, si va dal dolce semplice a quello iper-sofisticato e "da cerimonia", con spazi ben studiati dedicati ai dolci a base di frutta e creme. Se avete da far felice qualche appassionato vi consiglio vivamente l'acquisto; fateci un pensierino, in vista delle prossime festività!
  

Casa Editrice: Sgarrùpp
Autori: Felicia Feliciotti e Francisca Olé
Titolo: Torte, tortini ed analoghe boiate
pagg.: 3082
ricette: 2654
illustrazioni: 5493
prezzo: vi rimando al sito internet: www.sgarruppeditore.com/pubblicazioni.invendute/index.schifezzine/htm&==

Ora vorrete sapere se ho provato qualche ricetta; sarà un caso ma sto aprendo proprio in questo momento il libro in cerca di qualcosina che mi stuzzichi...
Ma... acc-porc-vacc...
TINNYYYY, vieni un po' qua? Com'è che questo libro ha 3015 pagine biancheeeee??? .... Eh? Che hai detto? Che l'hai comprato a remainder? ... e che ti sei pure stupita che un libro così bello te lo facessero pagare due soldi?... Ma vaff....


...Ora, non capisco perchè mi si debba mortificare sempre...Non è che io stia molto bene, sono ancora in infortunio...(n.d.r. si vuole alludere a questo episodio) la falange non me l'hanno mica attaccata...o meglio sì, ma l'han ristaccata (non ho capito poi bene, ero strafatta dall'anestesia locale più qualche robina buona, ma, ad un certo punto, li ho sentiti sghignazzare ed uno che diceva "Ma no, dai, giragliela dal verso giusto!")...quindi, temo che rimarrò per sempre senza dito medio, che mi serve tanto, soprattutto in macchina!
Comunque, stavo dicendo, che quel libro mi sembrava interessante...ma non è che l'ho proprio sfogliato tutto...aveva così una bella copertina.
Un bel tomone, che se ne stava lì, sullo scaffale, con un bello strato di polvere come quei libri antichi antichi, tutto solo....ah ecco...Mapporcadiquellasua!
Ma non basta più il pensiero???!!!...Sempre a puntualizzare...


Vabbè, dai, basta il pensiero! Tinny è sempre imprevedibile e questo, nel bene e nel male, fa parte del suo carattere, bisogna accettarla per quel che è.
Sa bene anche come farsi perdonare, la ragazza... ora, ad esempio, è andata di là dicendo che poiché di solito sono io a provvederla di dolcetti, questa volta sarà lei che prepararerà per me una sorpresina. L'ho vista sfogliare avidamente le (poche, pochissime!!!) pagine stampate del libro che mi ha regalato e già la immagino in cucina a pesare, miscelare, intridere...
Che trepidazione... eccola che esce dalla cucina, avvolta da una nuvola di farina, con un sorriso di soddisfazione che ti apre il cuore ed in mano, una bellissima alzatina (mia!) su cui fa bella mostra di sé un numero imprecisato di cupcakes colorati ed invitanti.
Acci... questa volta ha superato sé stessa, non vedo l'ora di assaggiarne uno...
Umhmmm....
...
Ptz, bleah, ghhhh... ma... acc... ho la bocca piena di... pelucchi!   
Tinny?!? Mannaggia a te! Ma questi sono... di LANA!!!
 
 
 l'immagine è stata presa qua

lunedì 7 novembre 2011

Seconda collaborazione...


Il Team Scientifico Sonosoloio è sempre più lieto di comunicarvi la seconda collaborazione.
L'Azienda leader di mercato dal 1917 SeSuonanoIN.A.S.TuDigliCheNonCiSiamo, per produzione di creme da tavola, budini pronti e farciture per altissima pasticceria, ci ha omaggiato del pacco E'ScadutoDaUnPo'SeTiVieneLoSguaragausPazienza, contenente una busta di crema al limone marrone, una busta di crema pasticcera marrone, una busta di crema alle mandorle marrone ed una busta di cioccolato bianco... marrone.
Ma Fausta, vieni un attimo a vedere... tu che sei un'esperta di dolci, è normale che siano tutte di questo color marrone? E questi cosini che si muovono sul bancone???.... OMMIODDIOOOOO!!!!


Ehmmm, io sono un po' imbarazzata. Tinny è così presa da queste benedette collaborazioni (mannaggia a lei) da dimenticare le buone maniere. Provvedo io, tanto sono allenata a sistemare i guai che combina.
Dunque vi mostro il bellissimo pacco inviatoci dalla SeSuonanoIN.A.S.TuDigliCheNonCiSiamo, una fantastica confezione blu elettrico con nastro verde pisello, treés chic, un vero esempio di classe e buon gusto. A fianco le bustine con i preparati pronti per le cremine. Se le assaggerete non le lascerete più!



Adesso, se non vi spiace, una piccola conversazione privata con la mia socia.
Carissima, è la seconda volta che puliamo la cucina. Prima tutto quel tritume sui muri, ora ho dovuto togliere degli schifosissimi esserini brulicanti dalla cucina e dalla mobilia.
Ora te lo scrivo a chiare lettere, così forse questa volta ti rimane impresso. Non si sa mai che per una volta tanto tu mi dia retta... 
Io capisco il tuo entusiasmo per queste collaborazioni, però, per favore, non è che la prossima volta potresti rivolgerti ad una Ditta un po' più seria?
Ecco... e se poi decidessi di piantarci lì ti assicuro che non ne morirò.
Grazie.
Fausta


Vabbè Fausta, non essere sempre così pignolina, la cucina andrà pulita ogni tanto,  no?
Adesso voglio preparare un cheesecake con queste squisite bustine…di questa Ditta serissima...
Allora, con lo Sminchietto ho preparato, davvero in un attimo la base, ho usato la crema al limone e quella pasticcera per fare lo strato centrale e guarda che meraviglioso color marronetto!
Ho montato la panna, tocco di classe, l’ho disposta tutta in fiocchetti e, per finire, una bella grattugiatina di cioccolato bianco…si, è un po’ marrone, ma non lo si nota tanto se non lo dici!
Ma no che non sembrano quei cosini brulicanti che hai levato dalla cucina, dai!...
Ma se ti dico di no!
Ne assaggi una fetta? Senti che profumo…
Ma no che non ti viene lo sguaragnaus, dai!
Allora? Come ti sembra?...
No, il riscaldamento è spento, non so perché stai sudando così tanto…
No, non credo sia normale sentirsi chiudere la gola…
Stai gonfiando tutta Fausta, sei bluastra…
Fausta????...OPPPORCCC….ROSARIOOOOO!!!!

Cheesecake al cioccolato



La ricetta e le immagini sono state gentilmente offerte da Meris del blog Vaniglia & cannella.
GRAZIE MERIS!!!

Per la spesa
280 gr di biscotti tipo digestive
50g di burro
1 cucchiaio di zucchero di canna chiaro
cioccolato fondente per decorare
panna montata per decorare
250 gr di ricotta
300 gr di panna montata
1 cucchiaio di panna liquida
100 gr di zucchero a velo
3 fogli dicolla di pesce
1 vasetto di cioccolato


Mettere nel mixer i biscotti con il burro tagliato a pezzetti e lo zucchero di canna, tritare il tutto e rivestire il fondo di una teglia di 20 cm di diametro già foderata con cartaforno,  premere bene il tutto in modo da creare una base omogenea, mettere in frigorifero. Mettere i fogli di gelatina ad ammorbidirsi in acqua fredda e intanto lavorare la ricotta con lo zucchero a velo precedentemente setacciato. 
Scaldare il cucchiaio di panna liquida e sciogliervi dentro i fogli di gelatina strizzati e lasciare raffreddare, poi unire a filo al composto di ricotta e zucchero continuando a mescolare.
Prendere il cioccolato in vasetto  e unirlo gradualmente alla ricotta fino ad ottenere un composto  omogeneo, per ultimo unire la panna montata in due volte e incorporare bene facendo movimenti delicati dal basso verso l'alto per non smontare il composto.
Distribuire il composto nella base, livellare bene e mettere in frigo per almeno due ore. Togliere dallo stampo e decorare con fiocchetti di panna montata e cioccolato grattugiato.


mercoledì 2 novembre 2011

In esclusiva per voi... lo Smichietto!!!


Eccezionalmente, pur non essendo lunedì, vista la GRANDE richiesta, vi presentiamo oggi in anteprima mondiale lo "Sminchietto", il cui l'unico esemplare attualmente in circolazione si trova nelle nostre mani. Si tratta di un oggetto estremamente maneggevole e pratico, sia per la facilità d'utilizzo, essendo dotato di ben due impugnature ergonomiche, che per la versatilità. Con lo Sminchietto potrete infatti preparare moltissime creazioni originali di alta cucina, pasticceria compresa. L'elettrodomestico è composto di:
  • corpo-motore dalla potenza di 2750 watt
  • caramellometro (indispensabile per crème-brulé e similari preparazioni dolci e salate)
  • secondo corpo-motore dalla potenza di 52 watt (ausiliario, in caso di mancato funzionamento del primo)
  • ghiera di regolazione lunghezza apparato rotante
  • manopola regolazione potenza
  • apparato rotante    

Lo Sminchietto è completamente smontabile per garantire la massima igiene; l'apparecchio, dal design assolutamente unico e compatto, troverà sicuramente spazio nella vostra cucina.
Approfittatene ORA; la produzione limitata vi assicurerà un incremento di valore nel tempo!
Acquistatelo anche per amici e parenti; se lo richiederete lo riceverete in una fantastica confezione regalo comprendente anche un libretto d'istruzioni con ben 125 ricette realizzabili in tutta facilità, un buono per la fornitura per un anno di noci e nocciole (consumo famiglia media) e due paia di calzini antiscivolo .
Compratelo! Siamo sicure che dopo esclamerete: "Mai più senza!"

lunedì 31 ottobre 2011

Prima collaborazione!!!

 

Il Team Scientifico è lietissimo di annunciare la prima collaborazione.
Sebbene neonato, il nostro blog, ha attirato l'attenzione di moltissime aziende che si sono proposte come sponsor visto l'elevata professionalità e qualità che ci contraddistingue.

La famosissima Azienda PotrebbeAndareaFuocoLaCasa, leader di mercato, conosciuta in tutto il mondo per i suoi elettrodomestici, ci ha omaggiato della Sua ultima, geniale, invenzione: lo Sminchietto.
Frullatore multifunzione, dotato di 3 velocità, verrà lanciato sul mercato, la seconda settimana di dicembre.
Lo Sminchietto sarà un alleato insostituibile, affidabile.
L'Azienda ci consiglia di ancorarlo molto bene al piano di lavoro perché dalla seconda  alla terza velocità potrebbe avere un sussulto violento e decollare a spirale spiaccicandosi sul soffitto e spargendo tutto il trito ovunque in cucina.
...Basta saperlo, no? Il Team Scientifico, dopo averlo provato la prima volta, ancora all'oscuro di questa piccola particolarità, ha dovuto ridipingere la cucina, ma, si sa, ci si organizza, un paio di esercizi di respirazione e si fa tutto.
Altro avvertimento, fondamentale, è di aver l'impianto elettrico a norma...
Il Team Scientifico ringrazia...
...E questa falange? Scusate di chi è questa falange sul ripiano della cucin....OPPPPORCAAAAA!!!!


La socia unica del "Team-Scientifico-Fasso-Tuto-Mi", ha voluto intraprendere, ahimè, la strada delle collaborazioni, nonostante il parere avverso della sottoscritta.
E vabbé, diamole atto:
1) di avere un carattere esuberante ed idee vulcaniche, anche se a volte un po' troppo vulcaniche;
2) di avere spirito d'iniziativa, cosa che considero altamente positivo, quando è unito ad un po' di cervello (e qui già cominciano i primi problemi);
3) di essere talmente tenacemente attaccata alle sue convinzioni che neanche l'averci rimesso la falangetta del dito medio della mano destra l'ha fatta desistere dal propinarci un hamburger preparato da lei medesima con l'aiuto del suo nuovo potente alleato meccanico (... e la falangetta? A proposito, dov'è finita la falangetta???).
L'hamburger, che ci è stato servito in terrazza, era davvero buono, chissà, forse proprio merito dello Sminchietto... ma ne valeva la pena?
(La socia unica del "Team-Scientifico-Fasso-Tuto-Mi", in mancanza della summenzionata falange che le consentirebbe di ricorrere al noto gesto, mi risponde con altro analogo per il quale servono solo indice e mignolo... )



Ricetta ed immagine sono state prese QUI

Ingredienti:
300 grammi di carne macinata di vitello
200 grammi di carne macinata di maiale
un uovo
2 melanzane
2-3 pomodori
200 grammi di formaggio caprino
mezzo bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di grana grattugiato
qualche foglia di menta fresca e 4 di alloro
uno spicchio d'aglio
sale e pepe q.b.

Esecuzione:
mescolate la carne di macinato, quella di maiale, l'uovo, l'aglio, il sale, il pepe, il grana grattugiato ed il trito di menta. Formate 4 piccoli hamburger.
Rosolateli in una padella, sfumate con vino bianco, aggiungete 4 foglie di alloro, coprite e cuocete per 5 minuti, poi metteteli in un piatto. Inserite ogni polpetta tra 2 fette grigliate di melanzana, coprite con una fetta rosolata di pomodoro, una di caprino e 1 foglia d'alloro. Mettete i sandwich nella padella, copritela e lasciate ammorbidire il formaggio.

lunedì 24 ottobre 2011

Che paté...racchio!


Beh, io non so voi, ma a me, qualche volta, capita di essere assalita dai morsi della fame... in piena notte.
Son lì, tranquilla tranquilla che me la ronfo sonoramente (ora, non è che io quando dormo mi oda anche, ma così mi è stato riferito da persona informata sui fatti, pertanto vado sulla fiducia) quando ad un tratto qualcosa mi sveglia.
Cosa sia non saprei dire, forse qualche rumore notturno, un'auto che passa, una portiera che sbatte, il fracasso di un tuono, oppure qualche stimolo proveniente dal mio vicino di letto, leggi compagno della mia vita, che ha la perniciosa abitudine di scalciare durante il sonno, se le prenda il malcapitato che passa di lì in quel momento e chi s'è visto s'è visto.
Fatto sta che mi sveglio, occhi sbarrati al soffitto, perfettamente cosciente, stomaco che comincia a mugugnare.
Per chi non fosse ligure a questo punto urge una precisazione. L'antica arte del mugugno ha una sua dignità. Moltissimi marinai genovesi, messi di fronte ad una scelta amletica, quasi sempre decidevano di rinunciare ad un supplemento di paga pur di riservarsi il diritto di lamento; pensate un po' quanto dovesse essere sofferta, per dei genovesi, questa decisione.
Certo è che, sta storia del mugugno, una volta imbarcati, ho idea fosse pesante assai; tutti che lavoravano di gran lena, sì, ma brontolando e bofonchiando tra sé e sé; su quella galea ci doveva essere un bailamme da far spavento! Ma lasciamo perdere e torniamo allo stomaco.
Il mio stomaco mugugna, si lamenta, si contorce... ed è lì che comincio a pensare a cosa ho mangiato a cena. Oddio, è vero che di ragioni il mio stomaco ne ha, ieri ho cenato leggero, solo un passato di verdure... con i crostini, ovvio (mhmmm... che bontà), poi basta direi... beh, sì, tranne tre o quattro fettine dell'arrosto avanzato a mezzogiorno, completo di sughetto, eh? ché altrimenti risulterebbe stopposo ed indigesto ed un'insalatina, leggera leggera, ma ben condita, si sa, non sono una capra e l'insalatina ben condita dev'essere. Basta così... uhmm, no, qualche biscotto, ma fatto in casa, col burro, mica con la margarina, sissignore, si mangia sano in casa mia, mhmmm... ma sì, diciamo una dozzina, forse una quindicina ma non di più. Caffé naturalmente, ma quello non conta, era decaffeinato. Tutto qui, lo credo bene che ho fame!
Basta, mi alzo e vado a vedere in frigo se riesco a rimediare qualcosa.
Qualcosina in effetti c'è: una ciotola di paté, di cui m'ero scordata l'esistenza, preparata dal mio dolce maritino (premuroso e previdente???). Al riguardo qualcosa mi ha detto, ieri sera, ma non ricordo cosa... accidenti a quel malefico programma in TV che assorbiva completamente la mia attenzione.
Oh, insomma, che sarà mai se faccio fuori un po' del suo paté, al più domani se lo preparerà di nuovo, che ci vuole?
In un baleno il paté è finito, spalmato su una bella fetta di pane e divorato... ottimo! Torno a letto e finalmente pacificata e soddisfatta mi abbandono alle braccia di Morfeo.

Il giorno mentre sto preparando la colazione la mia dolce metà piomba in cucina, apre il frigo e trovando la ciotola di paté praticamente vuota mi dice: "Ma che fine ha fatto il cibo che il gatto ha avanzato ieri?"
Che pateracchio! Corro in bagno... 
Fausta


Io sono inorridita...
Scusatemi, ma non credo di aver la forza per controbattere.
Okay, un bel respiro...d'altra parte, essendo, come mi è stato carinamente fatto notare, l'unico membro del team scientifico, ho delle responsabilità.
Allora, come fai a saper che vita facevano i marinai genovesi?
D'accordo che sei una superespertona di tutto, ma cosa ne sai?
A meno che, in una vita precedente, non preparassi i pasti per codesti sfortunelli...che sì, proprio sì, rinunciavano alla paga per godere del mugugno...verso di te.
Per quanto riguarda la fame notturna, facendo due conti su quanto hai ingurgitato a cena, non ti mugugna lo stomaco, si chiama fame nervosa...è una malattia, eh?
Il povero sventurato che ti dorme accanto, non scalcia nel sonno, ma si dà la spinta, cercando di mantenere l'equilibrio quando il letto si capotta dalla tua parte per colpa del tuo dolce peso.
E per finire, da animalista convinta, inorridisco al fatto che levi il cibo di bocca persino alla tua gattina...il patè preparato da quel sant'uomo...ma a chi la dai a bere??...Ma andiamo.
E non dare la colpa alla televisione, dà sempre programmi talmente interessanti, intelligenti, didattici che proprio non credo le si possa imputare nulla.



Ricetta ed immagine sono state prese QUI

Pâté di tonno

Ingredienti per 6 persone:
300 g di tonno sott’olio
2 fettine di salmone affumicato
100 g di acciughe sott’olio
150 g di burro
1 limone
sottaceti
olio
sale
pepe

Esecuzione:
Lasciate ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Frullate le acciughe con il tonno sgocciolato. Aggiungete al composto il succo di limone filtrato al colino e mescolate fino a ottenere una crema omogenea, poi amalgamate il tutto con il burro, salate e pepate.
Spennellate d’olio uno stampo, versatevi il composto, sigillatelo con la pellicola trasparente e tenete in frigorifero per tre ore.
Al momento di servire sformate il pâté sul piatto da portata e decoratelo con il salmone tagliato a striscioline e con i sottaceti.

lunedì 17 ottobre 2011

Si fa quel che si può

TERAPIE A CONFRONTO…
PERFENAZINA:

Indicazioni: trattamento delle schizofrenie, degli stati paranoidi e della mania.
Psicosi tossiche (amfetamine, LSD, cocaina, ecc). Sindromi mentali organiche accompagnate da delirio…
Posologia: il dosaggio deve essere individualizzato a seconda della gravità del caso e della risposta del farmaco. E’ sempre consigliabile tuttavia ricorrere alla dose minima efficace.

Effetti collaterali:  moltissimi…

PASTINA IN BRODO:

Indicazioni: trattamento delle depressioni, stati di ansia, incazzature causate dal lavoro, famiglia, amici, traffico, carenza di parcheggio, lavaggio strade, maleducazione, brutto tempo, caldo, umido, freddo, pioggia, vento. Scazzi di origine esogena ed endogena. Giornate pesanti e basta.

Posologia: il dosaggio deve essere individualizzato a seconda della gravità del caso. E’ sempre consigliabile tuttavia ricorrere alla dose massima. La pastina in brodo può, inizialmente, essere insoddisfacente, di poca consistenza o sapore. Il paziente può rifiutare la terapia considerandola inadatta, non sufficientemente consolatoria preferendo lanciarsi su una fetta di torta al cioccolato o su un panino imbottito affogato di salse. In realtà, dopo un paio di cucchiai, il calore raggiungerà lo stomaco e placherà il senso di spasmo muscolare di origine nervosa dopo una splendida giornata di lavoro, in casa o fuori sufficientemente resa intollerabile dal solito intervento di qualche mena belino che orna felicemente la quotidianità.

Effetti collaterali: moltissimi, ma, d’altra parte, se si deve seguire una terapia, si deve seguire, è inutile che cerchiate di evitare con scuse banali di saltare la somministrazione perché vi tocca perciò armatevi di tanta bella “pasiensa” e basta, non è che si possa star dietro sempre a controllare che abbiate preso il cucchiaio e vedete bene di ingoiare tutto e di non rigirarvi la pastina sotto la lingua o in fondo alla bocca, perché non è che si abbia tanto tempo da perdere.

CHIACCHIERE:

Indicazioni: svariate. Trattamento della noia, bisogno di comunicare argomenti più o meno importanti, sollazzo generico soprattutto per i perditempo o, al contrario, per chi molto puntiglioso e precisino, riesce ad organizzarsi talmente bene la giornata, da ritagliarsi quei 10 minuti fondamentali di “rilasso”. Come digestivo dopo la somministrazione forzata della pastina in brodo, non riuscendo a raggirare il dispensatore, che tanto fonfo non è, e che quindi se ne accorge se sputi tutto nel tovagliolo anche perché fai un certo disordine e sporchi pure.

Posologia: superflue per molti, fondamentali per altri, la posologia iniziale sarà di una dose alla settimana. Il dosaggio potrà aumentare qualora le dispensatrici, sia di pastina (una) che di chiacchiere (l’altra), valutato il rapporto rischio-beneficio del farmaco, optino per un incremento.

Effetti collaterali: dagli studi recenti non è emerso nulla di significativo. Alcuni pazienti hanno mostrato lievi segni di squilibrio subito dopo la somministrazione imputabili, però, allo scarso equilibrio mentale dei medesimi ed alla scarsa capacità di scelta dei soggetti di una, soprattutto, delle due dispensatrici…che se fosse stata a perder meno tempo a chiacchierare magari si sarebbe accorta che il paziente n 4, quello in sovrappeso con la braga rossa e la canotta fucsia, non ballava perché con l’iPod…perché l’iPod non ce l’aveva, proprio no.

Avvertenze: qualora si manifestino eruzioni cutanee, purulente o no, desquamazioni, orticarie accompagnate da prurito intenso,  la colpa è da imputare alla somministrazione della pastina in brodo.
Qualora si manifestino confusione, forti emicranie accompagnate anche da nausea, giramenti di testa, tentativo di suicidio e rottura di marones, la colpa è da imputare alla somministrazione delle chiacchiere. Il trattamento dovrà essere immediatamente sospeso.

Per qualunque dubbio o domanda si prega di contattare il centralino al numero
0054700675231188945309486754  dalle 9.00 alle 9.03, di un giorno non ben definito della settimana,  la Signorina Rosario sarà ben felice di rispondere esaurientemente alle vostre domande.

Il team scientifico ringrazia.


FIN QUI... chi vi ha intortato è stata Tinny, c'era da specificarlo? Farmacista fin nell'animo, la Signora, non senza qualche mania di protagonismo. 
Onde non abusare troppo della vostra pazienza e poiché io sono molto più "terra-terra", vi do brevemente la MIA interpretazione del titolo, scelto tra i molti "papabili".
La pastina in brodo mi fa piuttosto orrore anche se forse risulta utile in casi eccezionali (forme acute di malattie da raffreddamento); circa le chiacchiere occorrerebbe fare molti distinguo, cosa che per il momento vi risparmio.
L'unione delle due cose in un unico titolo era pertanto abbastanza delirante e surreale da attirare la mia scarsa attenzione su questo progetto che credo, ormai, vi sia chiaro.
Chiacchierate con ironia ma in leggerezza, per quanto la mia compagna di viaggio lo consentirà - perché a chi la conosce almeno un po' ormai è palese che quando le scattano i 5 minuti non ce n'è per nessuno ed è facile che vi faccia vedere i sorci verdi - ed un ricettario scherzoso, raffazzonato e rigorosamente COPIATO; insomma un po' casuale ed insignificante (il ricettario, non certo le ricette!)  proprio come una pastina in  brodo...

Infine:
- se il paziente n 4 era preso da delirium tremens era proprio perché qualcuno, e non dico chi, gli aveva somministrato uno schifosissimo brodetto
-  se vi state chiedendo cosa fanno quelle due sventole lassù in cima la risposta più probabile é: sorseggiano tè. CHISSA' COME MAI ma nel web non sembra esserci disponibilità di immagini di tizie che si portano delicatamente alle labbra una pastina in brodo...
- può il sedicente "team" scientifico là sopra definirsi tale se è composto da una sola persona?
ma soprattutto
- chi cavolo è 'sta benedetta signorina ROSARIO???

Questo primo post non poteva che concludersi con la ricetta di una minestrina un po' particolare ma sfiziosa
Fausta

Vuoi che una delle tue ricette venga inserita in un nostro racconto? Segnalacela e preparati al peggio.

Minestrina alle spugnole farcite
Ricetta ed immagine sono state prese QUI
Ingredienti:
per 4 porzioni
4 rametti di prezzemolo a foglia liscia
4 spugnole grosse
0.5 scalogno
1 dl di vino bianco
4 dl di brodo di verdura
60 g di pane per toast
1 cucchiaino di burro
1 tuorlo
80 g di panna
sale
pepe dal macinapepe
1 presa di noce moscata
3 cucchiai di cognac
  1. 1.
    Staccare le foglioline dai gambi di prezzemolo. Portare a ebollizione il brodo e il vino con le spugnole, lo scalogno e i gambi di prezzemolo. Togliere la pentola dal fuoco e lasciar riposare le spugnole nel liquido per 15 minuti.
     
  2. 2.
    Eliminare la crosta del pane, tagliare la mollica a dadini e tostarla nel burro. Sbattete l’uovo con la panna. Unire il pane e lasciar riposare l’impasto per 10 minuti. Aggiungere le foglioline di prezzemolo e ridurre il composto in purea con il frullatore a immersione. Condire con sale, pepe, noce moscata e un cucchiaio di cognac.
     
  3. 3.
    Estrarre le spugnole dal brodo e sciacquarle sotto l’acqua fredda. Filtrare il brodo attraverso un filtro da caffè e portarlo a ebollizione. Insaporire con il cognac e il sale. Trasferire l’impasto di pane in una tasca da pasticciere senza beccuccio e farcire le spugnole, quindi mettere i funghi nel brodo e lasciar cuocere per 10 minuti senza far spiccare il bollore. Tagliare le spugnole a metà e servirle con il brodo.