Mmmmmmmm, che rottura di marones con 'sta storia della torta con la pasta di zucchero...
Non sono capace a farla, non l'ho mai fatta e allora?? E' inutile che organizzi simposi sulla temperatura dello zucchero che si deve sciogliere a 120 gradi altrimenti non viene come deve...ebbastaunpò!
NON ce l'ho il termometro per misurare la temperatura... come si chiama? Quello che i pasticceri usano per conoscere l'esatto esattissimo punto di fusione dello zucchero, NON ce l'ho! Che poi, sei sicura che vada fuso per fare la pasta di zucchero? Vabbè, io non ci capisco una fava tonka.
Io avevo solo quello banale per la cottura delle carni, quello con disegnato il pollo, la mucca, il maiale...tipo giochino per bambini scemi, okkei??? Ma si sa, le carni, in questa casa, si snobbano, perchè la carne fa male...i dolci e le creme e le marmellate quelli no, fan benissimo.
Dico avevo perchè, la signorina Rosario l'ha usato un giorno...non si sentiva molto bene....vabbè, questa è un'altra storia (le sue grida mi rimbombano ancora nelle orecchie!).
Se hai deciso di fare una torta decorata, fattela...magari guardo ed imparo.
Avrai un brutto carattere, ma devo ammettere, che in queste cose sei bravina.
Sei molto brava a creare, hai fantasia e quel pizzico di inventiva che ti fa sperimentare sempre cosine nuove.
...No, non sto facendo la ruffiana, non sto cercando di farmi perdonare per l'incidente della piantina rara...sei ancora arrabbiata?
Vabbè, non parliamone più.
Guardo in silenzio.
Che poi, non ho capito perchè uno se lo debba star tanto a menare con 'sto zucchero, quando si scioglie si scioglie...
Beati i nostri antenati che facevano tutto più semplice, senza tanti strumenti complicati, andavano ad occhio, usavano tutti i loro sensi per percepire, captare l'esatto momento...stringevano nelle loro mani e menti tutto il loro sapere, scrivevano su carta ricette perfette, spesso segrete ai più...
Non è che avessero bisogno di chissà quale super potere per fare una torta, ne?
Se poi decidevano di perder tutto il giorno a far foglie, fogliette, fiocchi e trifogli e strati di rivestimento, affari loro.
...Suona il telefono? Vai a rispondere tu, son seduta, son stanca...stai facendo la torta...Rosario dov'è? Non può rispondere lei?
Mmmmm, vado io, okkei....
...
Fatto, era la solita intervista telefonica.
Come procede? Hai bisogno di una mano? Di un dito, dici?
Devo sentire la temperatura dello zucchero? Faccio come gli antichi, senza termometro? Così capisco la differenza senza l'uso di certi strumenti, affidandomi ai soli sensi?
Ma non mi brucio dici? Ahhh, si sta raffreddando perchè nella ricetta va tiepido, dici?
Senti, allora non ce l'hai più su per la vaniglia? Lo so che te l'ho appena chiesto...
Vabbè, okkei, mi sbrigo...allora, deve essere tiepidino, una sensazione piacevole ed allora è pronto...
...
...
La versione di Fausta
Mhmmm... eccola che si avvicina, espressione contrita... chissà, forse un po' le dispiace di aver fatto quel che ha fatto estirpando quella bella pianta di vaniglia su cui riponevo un sacco di speranze.
Mi domanda cosa stia facendo. Ma è palese, no? Preparo una torta decorata. No, non è per lei (ma che, crede di dover assaggiare proprio tutto? E poi, non l'ho mica ancora perdonata!) e sì -ma quante domande!-, vabbé, l'ho perdonata (per vendicarmi ho bisogno che lei si senta tranquilla).
Prendo la bilancia e comincio a pesare gli ingredienti. Che faccio? (uff... ma basta questionare! Lasciami lavorare in pace...). Ma non lo vede che sto per preparare la pasta di zucchero?
Mi chiede se ci sia bisogno di dosare la temperatura in modo esatto, col termometro, perché lei tutta sta cosa non la capisce (ma quando mai ha capito qualcosa dell'arte dolciaria?) e magari, sempre secondo le sue parole, si potrebbe fare come i nostri antenati, che andavano ad occhio e sensazioni. Mi fa un elmetto che non finisce più senza accorgersi che mi sta facendo innervosire. Però... "sensazioni", ha detto? Vuoi vedere che mi ha fornito da sola il modo per vendicarmi?
Mi chiede come mai tiri fuori dal cassetto il termometro per fare la pasta di zucchero... fortuna che se ne capisce davvero poco di glasse e paste e, poiché per fare la sugar paste non c'è necessità di lavorare a temperature elevate, le rispondo che sì, è vero, la preparazione dovrà essere solo tiepida, ma 40 gradi sono 40 gradi e non 41 e così via. Precisione ci vuole, in pasticceria. Precisione.
Mentre la intorto con la precisione squilla il telefono e lei prova a far rispondere a Rosario. Ovvio che Rosario non va, no? (c'era da precisarlo?) Così al telefono ci va lei ed io, non vista, porto la temperatura dello zucchero ben più in alto... 110 gradi? No, dai, facciamo 120! Torna e mi pone per l'ennesima volta la stessa domanda. Sì, t'ho perdonata, stai tranquilla... (uffa, che palle, ma la smetterà mai di chiedermelo? Ho idea sì... fra poco...).
120 gradi una bella scottatina la dovrebbero provocare... dài su, prova col ditino, come i nostri antenati, affina i sensi e guarda se la temperatura va bene... no non ti scotterai, ti assicuro, lo zucchero è appena appena tiepido...
Epilogo.
Dopo tutto quel che mi ha combinato m'è pure toccato prendermi cura di lei e della sua ustione. Però, gioia assoluta, sono ugualmente riuscita a terminare la mia torta, completandola con fogliette e palline, oltre ad un bel fiocco rosso di organza.
Eccola qui, guardate che bella.
Sì, lo so, è un po' tardi per il Natale... ma l'abbiamo fatto apposta, così non accamperete scuse dicendo che sotto le feste si ha sempre poco tempo; siete in TEMPISSIMO per programmarla per quello del 2012!!!
Torta natalizia
Ricetta ed immagini sono state gentilmente offerte da Meris del blog di Vaniglia e cannella.
Grazie Meris!!!!
La mia prima creazione in pasta di zucchero. Vi piace? L'ho trovata su Sale e Pepe di dicembre. L'ho studiata, realizzata mentalmente decine di volte e alla fine mi sono sentita pronta per farla realmente.
Avete visto com'è alta? Per farla così ho realizzato ben tre torte di base. Ora vi scrivo gli ingredienti per una base, se volete farla alta come la mia basta che moltiplichiate gli ingredienti.
Per una torta di base
200 gr di cioccolato fondente al 70% di cacao
250 gr di burro
137 gr di farina
350 di zucchero di canna
5 uova
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Burro e farina per la tortiera del diametro di cm 22
Per la farcitura confettura di albicocche.
Per la decorazione
800 gr circa di pasta di zucchero (si può acquistare nei negozi per pasticcieri)
coloranti alimentari verdi e rossi
zucchero a velo
Per la torta fate fondere il cioccolato a pezzetti. Raccogliere il burro morbido in una ciotola e lavoratelo con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Mettere le uova nel robot, montarle con le fruste, devono triplicare il volume. Aggiungerle al composto di zucchero e burro, delicatamente per non smontarle. Poi, sempre delicatamente, incorporate il cioccolato, la vaniglia e la farina setacciata.
Imburrate la tortiera, mettete l'impasto e cuocete in forno preriscaldato a 160° per circa un'ora. Deve formarsi una crosticina molto fragile al tocco. Lasciate intiepidire quindi sformate la torta. Dopo che si sarà raffreddata tagliatela in senso orizzontale e farcite con la marmellata di albicocche.
Se volete la vostra torta alta come la mia, fate altre due basi, e tutte andranno tagliate a metà in senso orizzontale e farcite.
Nella ricetta originale alla fine la torta andava ricoperta con la ganache al cioccolato. Io ho messo marmellata perchè tutto quel cioccolato mi sembrava troppo! Per ogni base ci sono 200 gr di cioccolato, quindi in tutto 600 gr,!!!
Per la decorazione stendete 2 terzi della pasta di zucchero con il matterello allo spessore di 3-4 mm spolverizzando la spianatoiadi zucchero a velo.
Arrotolate la sfoglia sul matterello e trasferitela sulla torta facendola aderire con il palmo della mano od una spatola, poi tagliate con un coltellinola pasta in eccesso.
Amalgamate il colorante verde ad una parte della pasta di zucchero rimasta, stendetela e con gli appositi stampini ritagliate le foglie del pungitopo od altre forme a piacere.
Amalgamate alla restante pasta il colorante rosso. Prelevate poi tanti pezzettini e formate delle palline.
Incollate i decori con della gelatina di frutta o sciroppo di zucchero.