Istruzioni per l'uso

Istruzioni per l'uso: ormai l'avrete capito, questo è un blog un po' fuori dal comune. L'intento è quello di divertirci con voi; come? Abbinando post scritti a 4 mani (ma la cosa carina è che non ci mettiamo d'accordo; una scrive quel che vuole, l'altra "risponde") a ricette prese dal web. Inserire piatti preparati da noi sarebbe troppo laborioso soprattutto perché entrambe vogliamo portare avanti anche i nostri blog personali. Per la stessa ragione non potremo venire a commentare da voi (per quello useremo ognuna il proprio blog "serio"), lo faremo qui, rispondendo a tutte, sempre e con doppia risposta. Se vorrete partecipare a dare un'anima in più a questo spazio, mandateci il link di una delle vostre ricette e poi... preparatevi perché ve le "faremo a pezzi". I post avranno cadenza settimanale ma crediamo potrà essere interessante seguire i vari botta-e-risposta nei commenti.
Infine: preparatevi perché avrete delle sorprese ed un blog tutto cliccabile!!!


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lunedì 6 febbraio 2012

giveaway chiuso!



Il clan di Pastina dichiara ufficialmente chiuso il suo giveaway. Grazie ragazze, siete state fenomenali! Commenti ed ancora commenti... ora toccherà alla giuria (ed indovinate un po' da chi è composta la giuria???) fare il proprio lavoro. La classifica ed il vincitore verranno resi noti tra qualche giorno... pazientate un po', anche se siamo assolutamente sicure che voi avete già fatto il conto!
Ed a proposito di conto e di ragazze fenomenali... MERIIIS, aspettiamo ancora il tuo bonifico! Facile neh? soggiornare a sbafo.
Ecco, qui sotto pubblichiamo la fattura, ad oggi non onorata, della sig.ra Meris per il soggiorno presso la nostra Residenza; ragazze, dite un po' voi se non siamo state oneste. Ci rimettiamo al vostro equo giudizio.

 
Capiamo anche che Meris possa avere delle esigenze, ma basta che lo dica e noi siamo dispostissime ad andarle incontro con una dilazione di pagamento; con interessi e mora, ovvio. Diciamo che un 10% alla settimana può andare bene. D'altra parte se uno le vacanze non se le può permettere, che non vada, no?
Ora, mentre la giuria arranca nella conta, non possiamo far altro che lasciarvi un raccontino con ricetta finale. Speriamo vi piaccia.

Da "Vite degli uomini illustri" di Achille Campanile

Volta e la patata (versione non intregrale. Noi di Pastina ammoniamo: attenzione a non cominciare con doppi sensi ed allusioni che, sicuramente, non erano nell'intenzione dell'autore)

Dalla storia:
"Tornando da un viaggio in Francia Alessandro Volta portò in Italia la patata".
Voi crederete che la patata si sia sempre trovata in Italia? Che bastasse andare al mercato e chiederne un chilo o due per vedervene empire la sporta? Vi sbagliate e della grossa.Prima del 1777 se uno in trattoria avesse ordinato una porzione di patate - ma che dico? mezza porzione, un quarto di porzione - il cameriere gli avrebbe fatto una risata in faccia.
"La patata?" gli avrebbe detto. "Ma signore non è ancora introdotta in Italia".
E sarebbe stata la pura e semplice verità. La patata stava in America ed è appunto al nuovo mondo che dobbiamo il dono di essa. Prima che in Italia era stata introdotta in altri Paesi d'Europa e a portarla tra noi fu Alessandro Volta.
Pensate. Il grande fisico comasco, non contento di averci dato la pila, ci diede anche -per così dire- un possibile contenuto di essa; usando qui la parola pila nell'accezione, comune in alcune regioni d'Italia, di pentola. Ed in questo senso bisogna dire che in un modo o nell'altro Alessandro Volta, con la pila e la patata, provvide a gran parte del fabbisogno delle cucine; e che, se doloroso sarebbe avere la pila senza la patata, ben più imbarazzante sarebbe avere la patata senza la pila.
Ora non bisogna credere ch'egli la portasse come si porterebbe adesso al mercato. Allora era una preziosa rarità. Bisognava portarla con tutti gli onori. Ma trasferiamoci a quei tempi e a quei luoghi per dare un'idea dell'evento.
Il giorno in cui Alessandro Volta, reduce dal giro fatto per incontrarsi con altri scienziati, doveva tornare dalla Francia, gran movimento in casa sua.
"Allegri ragazzi", diceva la signora Volta ai figli "oggi arriva papà".
I ragazzi non stavano nella pelle per la gioia. Chi sa, pensavano, cosa ci porterà.
Anche la moglie, senza dirlo, sperava molto. aveva parlato al marito, prima che egli partisse per la Ville Lumière, di certe toilettes parigine, di cappellini, borsette, profumi. Qualcosa mi porterà, pensava. E pur senza farsi soverchie illusioni, perché conosceva la stramberia degli scienziati, in un piccolo regalino contava.
Gli andarono incontro alla stazione. Alla stazione delle diligenze, ben inteso, che il treno non esisteva ancora.
Eccolo!
Baci, abbracci, tutti si affollarono intorno al grande scienziato e, passate le prime espansioni: "Papà, che ci hai portato?"
"Una cosa, una cosa che non v'immaginate" faceva Volta in tono misterioso.
E ai marmocchi che l'avevan liberato delle valigie e dei pacchi "Ehi là," gridava "piano! C'è dentro..."
Ma voleva riserbar la sorpresa.
"A casa, a casa lo saprete" ripeteva con fare sornione ai ragazzi che friggevano per l'impazienza.
A casa, finalmente.
"Beh?" domandarono i ragazzi.
Volta apre con mille precauzioni il bagaglio.
"Ecco" esclama.
E tira fuori una patata, trionfalmente.
Seguì un penoso silenzio.
"Ma che è?" s'arrischiò a domandare il più grandicello tra i figlioli.
E Volta "La patata".
Silenzio glaciale.
"Ebbene?" fa Volta "E' questa l'accoglienza che fate a quel che ho portato?"
La moglie era rimasta non meno delusa dei figli.
"Ti sei sprecato," mormorò tra i denti "ti sei fatto male".
"Ma non capisci?" gridò Volta "che ancora la patata non è stata introdotta in Italia? E l'introduco io. E' un prezioso tubero".
"Ma và, và" mormora la moglie senz'affatto dividere l'entusiasmo dello scienziato.
I ragazzi allibiti, Alessandro Volta, con la patata in mano, lo sguardo scintillante, era pieno d'entusiasmo.
"Per ora" esclamò "la si da ai maiali, ma io spero di poter indurre anche gli uomini a mangiarla. Pensate, si può fare fritta..."
Ma non riusciva a galvanizzare i familiari. E il gelo diffuso dall'apparizione della patata tra i componenti della famiglia non accennava a dissiparsi.
La moglie, brava donna ma ignorante, mormorò tra i denti "Potevi portare anche qualche cipolla".
La donna di servizio, che era accorsa dalla cucina per vedere "i regali portati da Parigi", se ne tornò a rigovernare con una faccia spoetizzata. Intanto arrivavano in casa le amiche della signora Volta.
"Beh" domandavano "è tornato il professore? Che ha portato?"
E la signora, con imbarazzo "La patata"
"Ma è pazzo?"
La brava donna si stringeva nelle spalle. Gelo nel salottino. Sorrisetti ironici.
"Mio marito" disse una delle amiche "quando tornò da Parigi mi portò una pelliccia di visone".
La povera signora Volta all'idea della patata si sentiva morire.
Ma bisogna vedere quel che avvenne quando il grande fisico presentò la patata al mondo scientifico.
"Francamente" disse più d'uno "immaginavo di più". Anche perché sapevano che era roba che veniva dall'America.
Ma poi la patata finì per trionfare. In conclusione Volta riuscì a imporla.
Ora avvenne che, visto il successo, di Alessandro ed il rapido attecchire della patata sulle nostre mense, un collega geloso, un certo Andrea P., prese la diligenza per Parigi.
Vediamo, diceva tra sé, se non riesco anch'io a portar qualcosa di interessante. O davvero davvero si deve credere che soltanto lui è capace, che soltanto lui è all'altezza? A noi due Alessandro, Presto avrai mie nuove.
Arriva a Parigi e corre dai verdurieri e venditori d'ortaggi alle Halles. Lì c'erano montagne d'ogni ben di dio, in materia di prodotti ortofrutticoli, e il nostro uomo si sentì allargare il cuore.
"Che avete di buono?" domanda
E quelli "cipolle, piselli, carote..."
Andrea storse il naso "Roba vecchia, roba vecchia".
"Vi assicuro" fa l'erbivendolo un poco offeso "che è tutta roba freschissima, colta stamane".
"Ho capito, non voglio intendere questo" fa Andrea. "Dico che cipolle e piselli sono cose già note da noi. Io vorrei delle novità da portare in Italia".
"Allora" dice il verduriere "sarebbe più logico che vi rivolgeste a qualche negozio di mode".
Fin d'allora Parigi era rinomata per la moda.
Il cliente insisteva "No, no, voglio novità in campo ortofrutticolo. Qualcosa, insomma, che sia ignota fra noi".
"Non saprei" mormora l'erbivendolo perplesso "I cetriolini li conoscete?"
Il collega di Volta si gratta la zucca -la propria beninteso- sovrappensiero.
"Non lo so" mormora con imbarazzo.
Manda alla moglie a casa un messaggio cifrato urgente: X 22Z 40 - 78 - 13 -y -7 (fammi sapere se sono noti costà i cetriolini). E la moglie, a volta di corriere: K 7 61 - 0 - 3 (Ma diamine! Non ti ricordi? Te li feci l'anno scorso sottaceto!) Ed in calce un post scriptum: 5 (Oh, bada che anche i peperoni sono notissimi).
Il brav'uomo non sapeva che pesci pigliare.
L'erbivendolo cercava di spacciargli come novità i pomodori "Portate questi" insisteva "vedrete che successo. Roba mai vista. Ultima creazione di Parigi".
Ma all'ottimo Andrea la fisionomia dei pomodori non riusciva del tutto nuova. E poi si ricordava bene che erano stati importati dall'America alcuni secoli prima. Ormai scoprire i pomodori non sarebbe stata la scoperta dell'America. A spacciarli come novità c'era il caso d'esser preso proprio a pomodori.
Rape, zucchini, ne faceva scorpacciate da anni in casa. Purtroppo. I tartufi costavano troppo. Alla fine si decise per i ravanelli. Il verduriere voleva appioppargliene un mazzetto, ma Andrea si oppose "Basterà uno" disse.
Alessandro Volta aveva portato dalla Francia la patata. Lui avrebbe portato il ravanello.
Di nuovo traversata della Francia, Gran San Bernardo con la diligenza che viene su per la strada tortuosa sotto la bufera di neve.
Lui sempre con il ravanello gelosamente custodito in una cassetta d'acciaio a triplice chiusura. Arriva a casa e la moglie gli va incontro festosa.
"T'ho preparato una sorpresa" gli dice "una cosa che non t'avevo mai fatto mangiare"
"Cioè?"
"Un bel piatto di ravanelli"
Al povero Andrea mancò poco non venisse un accidente. Tirò fuori dallo scrignetto il ravanello che aveva portato e disse con tristezza:
"Mettici anche questo".


Patate gratinate con provola e prosciutto


Ricetta ed immagine sono stati presi QUI

Ingredienti:
1 kg di patate
1 confezione di besciamella pronta
200 grammi di prosciutto cotto
50 grammi di provola affumicata
sale
pepe
noce moscata

Esecuzione:
Lessare le patate, sbucciarle e tagliarle a fettine, tagliare a pezzetti la provola e il prosciutto. Imburrare una teglia da forno e formare un primo strato con le fettine di patate, ricoprire con uno strato di besciamella, pepe, sale, provola e prosciutto. Procedere con un altro strato di fettine di patate e ricoprire come prima con besciamella, sale, pepe, prosciutto e provola. Terminare con uno strato di patate ricoperto di sola besciamella. Cospargere le superficie di pane grattugiato e fiocchetti di burro. Infornare a 180° per 30 minuti circa.

29 commenti:

  1. Parcheggio coperto di cosa che sono arrivata in treno!

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    1. beh meris il treno è coperto mica è spider, per cui direi che parcheggio coperto indichi il fatto che le tue chiappe erano al riparo ;) può essere?

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  2. Certo che fare i turisti al giorno d'oggi non è proprio più pensabile. E comunque mi pare che il trattamento sia stato più che onesto, in relazione ai servizi offerti. Come dire Meris che hai da paga' e basta. Però vorrei un chiarimento, nel caso anche io mi servissi di questa residenza. La cena Pastina in Brodo, significa che si tratta di un menù speciale della casa o che è proprio pastina in brodo? Nel caso mi aspetterei che fra gli ingredienti ci fossero le lingue di pappagallo di cui ho tanto sentito parlare. Bacio a tutte

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  3. Si si siiiiiiiii ci sono delle cose strane ma non so se siano lingue proprio di pappagallo...e comunque prima di cimentarvi in questo luogo "oscuro" chiedetemi per favore..così vi chiarisco bene le idee. Come ad esempio la ceretta completa e la colazione in camera..... mah!

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  4. E poi quale snack di benvenuto se vi ho dovuto cercare in tutti i luoghi della casa e oltre insieme alla povera Rosario che mi sveniva ogni metro! Io dovrei farvi pagare! Altro che!!!! Vero Rosario? E poi Tinny cosa stai facendo tu? Non la consideri più la signorina Rosario? Mi sta dicendo che neppure la saluti! Com'è stà storia, mica darai ragione a quella "matta" della Faustidda?

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  5. Ma com'è che bloggerbastardo non ha ancora aggiornato questo splendido post?????

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  6. che dire... Tinny ha un linguaggio tutto suo che va interpretato. Lei vuol dire che nelle blogroll dei nostri blog appare ancora il precedente post di Pastina... insomma, se non venite di vostra sponte sembra che non abbiamo più pubblicato nulla da 8 giorni! besos

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  7. p.s. infatti Carla non s'è ancora vista...

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    1. Eccomi, infatti io vedevo ancora l'altro post!!! Meno male che ci sei Tu carissima Fausta, ero già preoccupata che vi avessero tarpato le ali!!!!

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    1. Pinghe che!!! ma Stefania come parli??????????

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  9. Lo fa spesso bloggerbastardo! Almeno, a me succede spesso. Devi rifare il post e ripubblicarlo. Perchè è inutile aspettare. Infatti se non appare subito nelle blogroll, non apparirà poi "tra qualche giorno" o "tra un pò". No, no, no, non apparirà mai!

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  10. ragazze ma state scherzando vero sul rifare il post? pingatevi da sole!!!!

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    1. Di nuovo ma io NON pingo ne pongo!!!

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    2. ma pungo, pango e pengo ci sono?

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  11. Stefi: ehhhhhhh????? Pinga cheeeee???

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    1. Ahhahahahahah non ero ancora scesa qui e le ho chiesto la stessa cosa un po' più su!!!!

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  12. in breve: i post che pesano oltre un certo tot che non ricordano vengono processati più lentamente di quelli più leggeri per questo non compaiono subito nei blogroll diciamo che restano lì a fare la fila finché chi gestisce il tuo feed non decide che tocca a te. Però puoi forzare il giochino mandando tu l'input di aggiornamento con un processo che si chiama ping, io uso ping-o-matic devi mettere il nome del blog, l'url e se possibile l'rss feed e quello lavora per te. Se hai il feed con feedburner invece puopi fare direttamente da lì c'è una sezione apposita che si chiama appunto ping

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    1. NON ci ho capito un acca!!!! Sei troooooopooooooooooo informatica!!!!

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    2. con le altre lettere come stai messa? povera acca

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  13. Che dire il conto mi pare leggermente salato ma, Meris anche tu non ti sei risparmiata niente!!! Tutti i trattamenti ti sei fatta, e poi ma quanto bevi???
    Suggerire un patteggiamento, se volete, a tempo perso faccio il giudice di pace.

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  14. Ma valà! In quella casa non c'era niente! Solo farine, zuccheri vari, lieviti. Figurati! Siamo andati sempre in pizzeria.

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    1. sempre e solo in pizzeria? beh allora mia cara sei tu che devi chiedere i danni

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  15. Dear Stefania, prima di tutto anch'io non ci ho capito un'acca... ma neanche un'A, una B, una C ecc ecc... Secondo: io non credo che questo post sia così pesante, ci sono appena appena un disegnino ed una fotinchia (come la chiamerebbe Tinny); allora i miei post, con tutte le foto che inserisco dovrebbero essere processati il mese dopo. N'est pas?
    Meris: messa giù così sembra che io e la Tinny non mangiamo mai! Eppure anche lei spesso si prodiga in manicaretti che te li raccomando...
    Ora non è che solo perché siamo andate un paio di volte in pizzeria a tue spese devi farcela pesare così, eh? Cavolicchio, altrimenti un'amica che ci sta a fare??? Poi, i trattamenti li hai fatti e quelli costano una cifra.. insomma, nella fattura ci stiamo giuste giuste con le spese; se dovessimo patteggiare, cara Carla, andremmo in perdita.

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  16. Faustidda.....scusami eh!!!!! Ma quali trattamenti? Quelli che ha tentato di fare Tinny quando si è improvvisata estetista????
    Stefy...anch'io non ho capito!!!!

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  17. il peso del post dipende da caratteri, capoversi, link, immagini ecc ecc e poi c'è la componente processatore di feed, google "premia" chi processa con feedburner per vedere se i blog sono processati con feedburner si va nelle impostazioni del blog, sezione feed se non sbaglio. In alcune ore del giorno poi c'è molto traffico di blog, ovvero tante pubblicazioni di post, in quel caso viene aggiornato prima il segnale di chi paga il suo spazio su internet ed è giusto anche, no?
    Comunque al di là del fatto sul perché non passi subito il ping, ovvero il segnale di cambiamento del nostro blog, pigarsi da soli è una cosa utilissima non solo per comparire sui blogroll presto ma anche per addestrare i motori di ricerca alla nostra presenza e modalità di aggiornamento. non so cosa c'è di difficile, secondo me basta che provate

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  18. Il tuo blog ha attirato la nostra attenzione per la qualita delle sue ricette.
    Saremmo felici se lo registrassi su Ptitchef.com in modo da poterlo indicizzare.

    Ptitchef e un sito che fa riferimento ai migliori siti di cucina del
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    Ti inviamo i nostri migliori saluti

    Vincent
    Petitchef.com

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